Nino Genovese

Antonino Genovese, classe ’84, è anestesista, rianimatore e algologo. Ha all’attivo diverse pubblicazioni: Teste (Ed. Il Foglio 2004), Il Principe Marrone (Ed. Il Foglio 2008), Il Dottor Maus e il Settimo Piano (Ed. Smasher 2009), Il nonno è un pirata (Ed. Il Foglio 2017)

Tu non lo sai da dove vengo
Francesco Randazzo – Meridiano Zero 2015
di Antonino Genovese

Non mi piace molto leggere i romanzi sul tablet o sull’e-book reader e quando ho ricevuto “Tu non sai da dove vengo” sulla e-mail di Cultureggiando pensavo che non l’avrei mai letto, al massimo lo avrei girato a qualche amico per scrivere una recensione. Non volevo snobbarlo. Soltanto, non mi va di leggere sui dispositivi informatici. Sono giovane, ma per molte cose penso all’antica. L’odore della carta stampata non ha prezzo. Poi mi sono detto che non sono certo un critico letterario, ma solo un appassionato e ho riflettuto sul fatto che anche io il mio libro lo mando in pdf per le recensioni; del resto non è possibile inviarlo a tutti in formato cartaceo, considerando che molti, alla fin dei conti, nemmeno lo leggono. Per farla breve, domenica ero reperibile e pioveva a dirotto, così ho deciso di iniziarne la lettura.

Ho avuto modo di apprezzare un Autore dalla scrittura sopraffina e ricercata, ma facile e piacevole da leggere. In questo caso non mi sento di parlare di Narrativa, ma di pura poesia. Francesco Randazzo ci trascina in un viaggio onirico dal finale quasi fiabesco e mitologico, ci conduce per mano in una Catania “nera” piena di divieti d’accesso e sensi unici, di strade sbarrate e salsedine. La città ci appare malinconica, misteriosa, mistica e profetica. Ci vuole poco per annegare nel mare Siciliano, tanto poetico e accattivante, quanto maligno e tetro. Mi sento stupito di fronte alla luna piena e argentea che accarezza il bagno del protagonista.

La storia ha come protagonisti due anti-eroi. Un vecchio misterioso e puzzolente che riesce ad ottenere un passaggio verso una via che non esiste (o esiste?). Questa ricerca lo tiene ancorato alla vita ed è l’essenza della vita stessa. Un giovane conducente lo accompagna in un viaggio tra le strade di Catania, che ci farà da guida tra canzoni e storia. Si confrontano due generazioni, che sembrano diametralmente opposte, ma che non sono poi così distanti.

Via Canfora 91 esiste in ciò che siamo stati, che siamo e che saremo.

Francesco Randazzo ha la bravura di ammaliarci e trascinarci dentro un monologo di ottanta pagine che si leggono in un fiato, fino a un finale onirico, in cui il lettore ha perso tutte le certezze, e nessuno sa più da dove viene realmente.

 

Sito del libro

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *