Nino Genovese

Antonino Genovese, classe ’84, è anestesista, rianimatore e algologo. Ha all’attivo diverse pubblicazioni: Teste (Ed. Il Foglio 2004), Il Principe Marrone (Ed. Il Foglio 2008), Il Dottor Maus e il Settimo Piano (Ed. Smasher 2009), Il nonno è un pirata (Ed. Il Foglio 2017)

Il nonno è un pirata/Il diadema, la lancia, l’uncino

di Antonino Genovese

Edizioni Il Foglio pag. 90 –  € 10

di Roberto Mistretta

Scoperto dalle Edizioni Il Foglio di Piombino, (encomiabile casa editrice diretta dall’infaticabile scrittore Gordiano Lupi), Nino Genovese esordì appena ventenne, nel 2004, con un breve romanzo di formazione (Teste), dove raccontava di Enrico Di Salvo, giovane siciliano che, tra non poche difficoltà e scogli da superare, coltivava il sogno di diventare uno scrittore affermato.

Una dozzina d’anni dopo ritroviamo l’autore nativo di Barcellona Pozzo di Gotto con un nuovo libro fresco di stampa. Nel frattempo tra un libro e l’altro, è diventato medico anestesista, rianimatore ed algologo (lavora in Calabria), ha sposato l’amore della sua vita ed è diventato padre.

E proprio al figlio Simone, la sua fiaba più bella, dedica questo ultimo lavoro, “Il nonno è un pirata/Il diadema, la lancia, l’uncino”.

Un racconto lungo che racchiude una girandola di avvenimenti ambientati nell’isola più bella del Mediterraneo con l’adolescente Ludovica che troverà in nonno Turi, da tutti conosciuto come un vecchio cantoniere in pensione, un pirata con tanto di bandana, capitano della Cantunera ed erede di una stirpe di lupi di mare. La storia, che vedrà protagonista anche il gancio di Capitano Uncino e l’arpione di Capitan Achab, prende avvio dall’ira della sirena Manù che abbandonata dal suo principe azzurro, si trasformerà in una terribile strega del mare, autentico flagello per chi di mare vive.

Un valoroso avo di Ludovica però osò sfidarla e riuscì perfino a sottrarle il magico diadema. E tra sorci di mare che rapiscono Ludovica e impacciati ragazzini innamorati che la seguono di nascosto per aiutarla, la nostra eroina scoprirà quanto gagliardo è il sangue corsaro che le scorre nelle vene e quanto immenso l’amore che nonno Turi nutre per lei: “Tutta la vita è una continua magia”.

Al punto da sacrificare la propria vita per salvarla dall’ira della strega…ma nelle fiabe non può mancare il lieto fine, perché come le ripete il nonno cavalcando un delfino: “Muore solo chi non è libero di vivere”.

 

 

 

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