“Continua a scrivere, quando senti che non puoi farne a meno, quando tutto il resto non ha importanza e soprattutto quando senti di avere qualcosa da dire, dilla!”

frankiodice.it

Come si scrive un articolo di giornale? Fontaine non era né un professionista della comunicazione né un pubblicista improvvisato che spendeva dieci ore al giorno in redazione in cambio di un riconoscimento alla fine del mese più magro di quello del commissario Bellofiore. Eppure quando è necessario, chiunque può mettere insieme una paginetta ben scritta che all’occorrenza diventerà la prova schiacciante contro un sistema sanitario marcio dalle fondamenta, che da anni rendeva la vita del medico un po’ più difficile rispetto a quella di un impiegato in altri settori.

Per prima cosa, il medico si sedette alla sua scrivania e chiuse le imposte perché il mercato rionale puzzava e faceva rumore. Lasciò le tende aperte, la luce lo aiutava a concentrarsi; la concentrazione è il primo passo necessario. Una documentazione raccolta nel lungo periodo di residenza al sud, era pronta al suo lato per essere consultata all’occorrenza; Fontaine era dotato di un’ottima memoria e di onestà intellettuale. Se non conosceva un argomento e non aveva modo di documentarsi, preferiva lasciarlo ad altri più colti o più incoscienti. Tra i suoi assistenti c’erano ragazzi appena laureati che si divertivano a scrivere articoli medici per riviste poco attente ai contenuti e molto attente agli argomenti. La speranza che la gente non legga il pezzo e si limiti a leggere i titoli fa sopravvivere la metà dei giornali. L’arte del copia e incolla probabilmente è nata al sud.

Dopo aver scritto di getto frasi e parole chiave che riassumevano la linea del suo pensiero e i dati fondamentali cui non si poteva prescindere, denominate anche Brainstorming, Fontaine si chiese che cosa volesse comunicare e a chi. Decise che tipo di forma dare alle sue parole e quanto volesse esporsi personalmente. Conoscendolo, non ci stupiremmo se stesse per scrivere tutto in prima persona e stesse facendo tutti i nomi che conosceva, senza risparmiare nessuno. La quinta domanda che si pose, dopo aver dato le informazioni più importanti, fu: “Perché?” Perché stava scrivendo una denuncia documentata che avrebbe aperto una polemica infinita contro il Ministero della Salute? Il suo rapporto di amicizia col protagonista dell’inchiesta influì abbastanza sulla stesura dell’articolo, dimostrando che un sentimento forte può essere alla base di una composizione che abbia un senso. Il senso è figlio dell’amore.

Per Fontaine ognuno dei suoi ex pazienti rappresentava una vittoria; una vittoria contro la parte marcia della psichiatria, contro chi avrebbe preferito imbottirli di pastigliette rosse, persino una vittoria contro la morte. Per questo aveva deciso di prendere parte attiva nella vicenda. Con la collaborazione del commissario, infine, avrebbe dimostrato tutto quello che c’era adesso sulla scrivania.

Grazie a quell’articolo, il giornale parigino su cui sarebbe uscito, avrebbe venduto migliaia di copie che altrimenti sarebbero finite al macero; i medici di mezza Francia, la metà buona, avrebbero capito per chi lavoravano e, infine, André Colbert sarebbe finalmente risultato innocente sia per il furto dei documenti sia per l’omicidio di Vidal, diplomatico morto che da lassù avrà già capito tutto senza leggere il resto della storia.

Fontaine fece molta attenzione alla punteggiatura; usò frasi piccole per dare messaggi piccoli e frasi lunghe per non dare affatto messaggi. A volte la parte grigia di un articolo serve soltanto a riempire le facciate all’apparenza piccole ma in realtà infinitamente vuote. Nel suo caso, serviva a far respirare i lettori del giornale tra una rivelazione e l’altra. Persino lui, tra una fase e l’altra, dovette fermarsi per rendersi realmente conto di ciò che faceva. Il Collegio medico istituito per i medici cattivelli come lui, sempre dietro le sue spalle a spiare quello che faceva, si sarebbe finalmente incazzato per una valida ragione. Fontaine pregustava le urla che sarebbero arrivate da Parigi appena letto l’articolo. Il titolo? Era facile: Cache-Cache al Ministero! Fontaine voleva sapere che cosa c’era scritto in quei documenti: per quale ragione Zappalà e i suoi collaboratori non avevano portato a termine una vera indagine e avevano preso in giro il commissariato nizzardo?

Istruzioni per scrivere un articolo giornalistico. Occhiello sintetico e ben scritto; Catenaccio accattivante, deve contenere tutta la notizia. Le informazioni importanti, dunque, devono essere messe all’inizio; le spiegazioni e i dettagli in un secondo momento. Infine, gli approfondimenti e le eventuali opinioni, che, nel caso di Fontaine, non sarebbero mancati.

(Tratto da: Gli appunti necessari)

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