“Continua a scrivere, quando senti che non puoi farne a meno, quando tutto il resto non ha importanza e soprattutto quando senti di avere qualcosa da dire, dilla!”

frankiodice.it

Ci sono tante regole che proveranno ad applicare alla tua storia, la faranno a pezzi e li analizzeranno ad uno ad uno, troveranno misure e le prenderanno dove tu non avresti mai immaginato, la divideranno e la taglieranno perché i loro lettori sono diversi dai tuoi e hanno esigenze diverse, bocche diverse, occhi diversi, forse non hanno neanche gli occhi, ma solo soldi da spendere, o dei loro occhi non importa più nulla a nessuno, o forse gli occhi ce li hanno e preferiscono buttarli dove fa più comodo a loro, perché ad attirarli nelle trappole colorate dietro le vetrine sono bravi, là fuori, sono bravissimi, mentre tu continui a parlare a gente vera, con occhi e bocche, e anime, da qualche parte nei calzini o nelle mutande, gente che forse ci prova a leggere una storia senza chiedersi chi l’ha scritta, senza toccare la plastica profumata sulla copertina, una storia fatta di carta e parole, e nient’altro.

le facce del romanzoNe faranno carne da macello – dicevo – della tua storia, decideranno qual è il momento in cui il protagonista vive un conflitto e come lo risolve, qual è il punto di non ritorno, quello in cui si svolta una boa e non si può tornare indietro perché ci sono i pescecani, ma anche i pescecani sono sazi di copertine colorate!, e poi, decideranno qual è il momento in cui il protagonista matura, quello è il più importante, perché, sempre secondo le loro regole, il protagonista di una storia non può essere la stessa persona all’inizio e alla fine della storia.

Tu non badare a loro, loro non hanno facce, sono soltanto numeri, sì insomma, zeri, euro, ecco, e non hanno lingue e sudore che si intrecciano nella bocca mentre leggono, forse non leggono affatto. Tu scrivi la tua storia ascoltando soltanto quella voce che te la detta e scegli la faccia della persona a cui vuoi raccontarla, immaginatela giovane, vecchia, luminosa o in ombra, purché sia unica, una faccia piena di rughe da cui tutt’al più puoi imparare tu stesso se sei abbastanza umile, o facce da pischelli ai quali sarai tu a insegnare qualcosa, se ne hai il coraggio. Quando scegli le facce del tuo romanzo, è sempre una questione di coraggio. Se ti manca quello, non farai altro che copiare le idee degli altri e non saprai mai quando ti beccano, perché prima o poi, puoi stare certo che ti beccano.

Se scrivi alla persona che hai davanti e lo fai senza pensare a quelle regole di cui ti ho parlato adesso, la tua storia sarà unica e nessuno si sognerà di dirti che l’hai copiata, perché uniche sono le facce di un romanzo, come quelle che hai davanti agli occhi in questo momento mentre perdi tempo a leggere i miei stupidi articoli di scrittura creativa, invece di metterti al lavoro.

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