Nino Genovese

Antonino Genovese, classe '84, è anestesista, rianimatore e algologo. Ha all'attivo diverse pubblicazioni: Teste (Ed. Il Foglio 2004), Il Principe Marrone (Ed. Il Foglio 2008), Il Dottor Maus e il Settimo Piano (Ed. Smasher 2009), Il nonno è un pirata (Ed. Il Foglio 2017)

L’anima della frontiera
di Matteo Righetto –  Libri Mondadori
di Antonino Genovese

Per un uomo di mare come me, abituato all’orizzonte sconfinato e alla vista quotidiana delle Eolie, non è facile leggere un libro che profuma di motanga. Matteo Righetto, che non ha certo bisgondo di presentazioni (visto il suo curriculum letterario d’eccezione) lo avevo conosciuto leggendo la “La Pelle dell’Orso”, di cui ne ero rimasto affascinato. Per questo motivo, più che per il clamore dei media, ho deciso di acquistare questo volume. Premetto che sono sempre scettico quando inizio la lettura di un libro molto pubblicizzato, di solito preferisco scegliere le mie letture in altro modo. Ma Righetto è un autore che mi piace, specialmente quando ho necessità di perdermi nei silenzi delle “sue” montagne e nel rumore palcido dei “suoi” ruscelli.

Fin dalle prime pagine sono rimasto colpito e affascinato, non solo dal rigore storico (la storia è ambientata sul finire del secolo scorso nella Val di Brenta), ma anche dalla ricerca stilistica meticolosa e accorta.

Nel contesto socio-economico di fine ‘800 si staglia la storia avventurosa e ricca di colpi di scena di Jole De Boer e del padre Augusto, costretti al contrabbando di tabacco, perchè i proventi legali della coltivazione non bastano a sfamare la famiglia.

Da uno dei viaggi verso la frontiera il capofamiglia non tornerà più e quindi Jole, primogenita, all’età di 18 anni, è costretta a partire anche lei, con un carico di tabacco, verso la frontiera autriaca. Il contrabbando è l’unico modo che conosce per sfamare la mamma e i suoi fratelli, rimasti ormai orfani di quel padre forte e taciturno che si arrabbattava in tutti i modi (leciti e illeciti) per sfamare la propria famiglia.

Da quel viaggio Jole non tornerà più la stessa. Affronterà la fame, la stanchezza, la solitudine e il dolore fisico e interiore. Vivrà avventure che non aveva mai immaginato, in un susseguirsi di colpi di scena.

I monti della Val Brenta, la frontiera austriaca, la paura del pericolo nascosto dietro ogni angolo, il rumore dei ruscelli, il freddo del vento sulla faccia, la fatica dell’arrampicata e della discesa per superare il confine. Tutto questo Matteo Righetto me l’ha fatto vivere in 192 pagine di amara passione. Quando ho girato l’ultima pagina, ho capito che le montagne sono affascinanti e pericolose, tanto quanto il mare.

Il libro di Righetto è avvincente e mi ha trascinato su quei monti, dove ho potuo sentire l’anima della mia frontiera. Perchè ognuno di noi, come la protagonista di questo romanzo, ha una frontiera da raggiungere e superare.

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