Vivere con i ricordi
di Gordiano Lupi
Foto di Riccardo Marchionni

Le mattine fresche e limpide di maestrale sono compagne dell’eternità, recano in dote il sogno misterioso del giorno che incede, mentre l’Isola d’Elba, scoglio remoto in canale, custodisce ricordi, sviluppa pensieri, diffonde speranze. Desiderare con forza che ci sia un’altra vita per replicare all’infinito la nostra esistenza, senza pensare che, anno dopo anno, non riusciamo a essere fedeli neppure per un istante a quel che siamo stati, a quel che volevamo restare in eterno. Il sogno di una vita oltre la vita, di un paradiso, ricalca la speranza di numerosi paradisi, ma sono tutti, prima della nostra morte, paradisi perduti, paradisi dove potremmo soltanto sentirci perduti. Restiamo qui, allora, vivendo con i ricordi, ché vivere con i ricordi ti riempie il cuore di felicità, ti regala il sogno dell’abbandono. Vivere con i ricordi, certo, non vivere di ricordi, ché vivere di ricordi fa morire in fretta, non ti lascia neppure l’illusione di sfiorare il paradiso perduto. Soffia lo scirocco, scompiglia capelli, pervade pensieri, ti senti stanco e inutile, vorresti afferrare l’inafferrabile, sconfiggere l’invincibile, rendere eterno il caduco. Ma è impossibile. Proprio come il sogno di replicare all’infinito una vita non replicabile, già tradita in partenza, lasciata in attesa di episodi del passato. Giorni d’estate, giorni fatti di vuoto, come dice il poeta, giorni in cui desideri abbandonarti alla quiete del letto disfatto lasciando scorrere la vita. Giorni in cui resti immobile a contemplare la spiaggia di Salivoli, lago placido e pensieroso percosso da sguardi, mentre il tempo scorre troppo in fretta anche se una bambina che sogna il futuro pretende giorni che rincorrono altri giorni. Non può sapere che alla fine il premio sarà identico, belli o brutti, intelligenti o sciocchi, colti o ignoranti, avremo lo stesso destino senza via di scampo. Viviamo con i ricordi, allora. Viviamo con lentezza. Finché il tempo ce ne lascerà il tempo.

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