Nino Genovese

Antonino Genovese, classe '84, è anestesista, rianimatore e algologo. Ha all'attivo diverse pubblicazioni: Teste (Ed. Il Foglio 2004), Il Principe Marrone (Ed. Il Foglio 2008), Il Dottor Maus e il Settimo Piano (Ed. Smasher 2009), Il nonno è un pirata (Ed. Il Foglio 2017)

Renè Dubois. La vita ai tempi di Dario Mancuso
di Giulia Campinoti
Editore: Ed. Il Foglio – Anno edizione: 2017
Pagine: 180 p., Brossura – EAN: 9788876067198
di Antonino Genovese

Spesso è difficile aprire un libro di scrittori poco conosciuti, meglio leggere un “Baricco” (ne sarebbe felice Vincenzo Trama?), oppure un altro scrittore “senza sangue” (come li definisce il mio amico Gordiano Lupi). La verità è che la nostra mente è plagiata dai media e dai social network e abbiamo perso la più grande conquista del genere umano: la Libertà. Quando parlo di libertà intendo non quella fisica. Siamo nel 2018 e possiamo viaggiare e girare il mondo senza costrizioni (più o meno), ma abbiamo perso il potere decisionale persino con quali letture affrontare le sere d’inverno . Una volta si andava in libreria e si chiedeva al libraio, oppure si acquistava un Libro dopo ore di assaggi e quarte di copertina. Adesso ordiniamo negli store on line l’autore “senza sangue” del momento, dettati da un post sponsorizzato da Facebook.

Mentre la routine e libri senza scintilla si accatastavano sul comodino (con grande gioia della mia consorte), è arrivata la mail di Giulia Campinoti, che mi invitava a leggere il suo primo romanzo. Non avevo voglia di iniziare una lettura “nuova”, assuefatto dall’ultima pubblicità del momento, del resto non si può leggere tutto, bisogna fare una cernita. Ci ha pensato mio figlio a farmi cambiare idea, decidendo improvvisamente di far cadere la torre dal comodino. L’ultimo libro della pila era proprio “Renè Dubois. L’amore ai tempi di Dario Mancuso” (Ed. Il Foglio). Non mi tiro mai indietro dinanzi a un segno del destino. Ho aperto la prima pagina e non ho più smesso fino alla fine.

Giulia Campinoti ha uno stile fresco. Semplice. Adolescenziale. Senza eccessi, ma allo stesso tempo ricercato.

La storia di Dario Mancuso e del suo amico Mirko Caruso è ambientata in Sicilia, tra Catania, Messina e Siracusa. La vita procede routinaria, tra amore, progetti futuri e piccoli ostacoli. Ma la quotidianità si interrompe quando il protagonista riceve una lettera intrisa di sangue. Non intendo rivelarvi il prosieguo della storia, nè il finale. Il libro di Giulia Campinoti è un giallo “anomalo” che merita di essere letto e per questo ve lo consiglio.

Giulia Campinoti è nata a Piombino nel 1988 e lavora come collaboratrice scolastica in istituti della scuola pubblica della Val di Cornia. È appassionata dall’infanzia di scrittura, lettura e disegno. Diplomatasi col massimo dei voti all’I.p. s. c.t. Ceccherelli, nel 2006 partecipa al concorso letterario “Sottobrigadiere Vincenzo Rosano” classificandosi terza nella sezione racconti. Vi ripartecipa nelle due seguenti edizioni ottenendo per ciascuna una menzione di merito (narrativa per adulti). Nel 2017 l’esordio come scrittrice con questo racconto.

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